TOP 5 - Cocktail

 

1. NEGRONI

Il drink "Negroni" venne reinventato, partendo dal drink "l'americano", nel 1900 circa dal conte Camillo Negroni, che chiedeva al barman di fiducia di rafforzare il drink. Da quel giorno il conte chiedeva "il solito", che prese il nome di "americano alla maniera del conte Negroni", abbreviato "negroni".

Ingredienti:

1.   3 cl di Gin

2.  3 cl di Campari

3.  3 cl di Vermouth

Preparazione

prendere un bicchiere old fashoned (bicchiere basso), aggiungere il ghiaccio e con un dosatore aggiungere gli alcolici.

Negli anni è stato ideata una variante del classico "negroni", il "negroni sbagliato". Gli ingredienti sono gli stessi, a parte il gin che viene sostituito con lo spumante (brut).

2. TEQUILA SUNRISE

Il Tequila Sunrise è un cocktail alcolico internazionale riconosciuto ufficialmente dalla International Bartenders Association a base di Tequila. 

Il primo "Tequila Sunrise" risale alla fine degli anni '30, ideato dal barista Sulit Gene per un cliente dell'albergo, il quale era di ritorno da una gita dove fu colpito dall'alba sul deserto e al bar chiese una bevanda dissetante a base di tequila. Sulit creò il cocktail definendolo appunto "Tequila Sunrise". Questa versione differiva dalla ricetta odierna, conteneva infatti tequila, soda, succo di lime e crème de cassis. 

La ricetta odierna fu ideata da Robert "Bobby" Lozoff. Lozoff, sperimentando con Billy Rice, creò una variante del Tequila Sunrise di Sulit, a cui sostituirono il lime con sweet'n'sour e aggiungendo succo d'arancia. Il cocktail ebbe un buon successo nel locale e dovendo velocizzare la preparazione per far fronte all'alta richiesta, Lozoff semplificò la ricetta riducendolo a tequila, succo d'arancia e crème de cassis. La modifica finale risultante nelle ricetta attuale, ossia la sostituzione del liquore di ribes con la granatina, è dovuta alla moda del periodo dell'uso di questo sciroppo. 

Ingredienti:

1.  4,5 cl. di tequila

2.  9 cl. di succo d'arancia

3.  1,5 cl. di granatina

Preparazione:

Versare la tequila ed il succo d'arancia in un bicchiere hurricane riempito di ghiaccio in cubetti. Mescolare con un cucchiaio da bar, quindi incorporare delicatamente lo sciroppo di granatina secondo il metodo build, in modo che la granatina vada a depositarsi sul fondo donando al drink l'effetto sunrise (alba). Guarnire con una fetta d'arancia e una ciliegina candita.

3. MOJITO

Il mojito è un cocktail di origine cubana composto da rum, zucchero di canna, succo di limetta, foglie di menta e acqua di Seltz. 

L'origine del mojito è piuttosto controversa: viene spesso narrato che un cocktail simile al moijto fu inventato dal famoso pirata inglese Sir Francis Drake nel XVI secolo. Quella versione era preparata con aguardiente (rum non invecchiato) di bassa qualità, limetta, acqua, zucchero raffinato bianco di canna e una specie locale di menta. Nella metà del 1800 pare che la società Bacardi abbia dato un impulso di popolarità alla bevanda, che comunque raggiungerà la sua definitiva popolarità solo nel XX secolo. 

Anche sulla versione moderna del mojito non pare esistere certezza assoluta su chi lo ha proposto per primo, anche se i nomi solitamente più pronunciati sono quelli di barman della Bodeguita del Medio, Attilio De La Fuente, oppure Angel Martinez.

Esistono diverse teorie anche riguardo l'origine del termine "Mojito". Secondo alcuni, esso sarebbe legato al "mojo", un condimento tipico della cucina cubana a base di aglio e agrumi, usato per marinare. Un'altra teoria lo lega alla traduzione della parola spagnola mojadito, che significa "umido". Un'ultima ipotesi, considerata comunque la meno attendibile, fa risalire l'etimologia della parola al termine vudù mojo, che significa "incantesimo".

Ingredienti:

1.   4 cl di rum bianco cubano

2.  3 cl di succo di lime fresco

3.  6 ramoscelli di menta

4.  2 cucchiaini di zucchero di canna

5.  Acqua di seltz

Preparazione:

Pestare i ramoscelli di menta insieme allo zucchero e al succo di lime. Aggiungere una spruzzata di acqua gassata e riempire il bicchiere con ghiaccio. Versare il rum e infine l'acqua gassata. Decorare con un ramoscello di menta e una fetta di limone. Servire con una cannuccia.


4. MARGARITA

Il Margarita è il più comune cocktail messicano a base di tequila. In latino "margarita" significa perla, in spagnolo è la traduzione della parola margherita. È un cocktail pre-dinner.

Secondo quanto afferma William Grimes, molte persone affermano di aver bevuto Margarita in Messico già negli anni trenta, da cui si deduce che il margarita fu inventato prima del 1940.

Tra i tanti candidati per il titolo di "creatore del margarita", se ne possono citare tre:

  • Daniel Negrete (1936), combinando un terzo di Triple Sec, un terzo di tequila ed un terzo di succo di lime. Il drink non era mescolato ed era servito con ghiaccio tritato. Proporzioni 1:1:1 (33% tequila, 33% Triple Sec, 33% succo di lime).
  • Carlos Herrera (1947), mischiando tequila bianca con succo di limone e Triple Sec, aggiungendo ghiaccio tritato e shakerando il tutto. Proporzioni 2:1:1 (50% tequila, 25% Triple Sec, 25% succo di lime).
  • Margaret Sames (1948), con una parte di Cointreau, tre parti di tequila ed una parte di succo di lime. Sapendo che molte persone bevevano la tequila dopo aver leccato del sale, decise di guarnire il suo cocktail con una crosta di sale. Proporzioni 3:1:1 (60% tequila, 20% Triple Sec, 20% succo di lime).

Preparazione:

Si usano varie proporzioni, anche se nel cocktail ufficiale IBA le proporzioni sono 7:4:3 (50% tequila, 28.5% Triple Sec, 21.5% lime fresco o succo di limone).


5. SPRIZT

Lo spritz è un long drink aperitivo alcolico italiano, popolare nel Nord-est del paese, a base di prosecco, bitter e acqua frizzante o seltz.

È dal 2011 un cocktail ufficiale della IBA, con il nome di spritz veneziano.

L'origine dello spritz è ricondotta all'usanza dei soldati dell'Impero austriaco, i quali, abituati ad un consumo di birra con un grado alcolico minore, per stemperare l'elevata gradazione alcolica dei vini veneti li avrebbero allungati con seltz o acqua frizzante; da qui si vuole l'origine del nome, che si vuole derivare dal verbo tedesco austriaco spritzen, che significa "spruzzare", il gesto appunto di allungare il vino con l'acqua frizzante. 

Come cocktail lo spritz nasce presumibilmente tra gli anni venti e trenta del Novecento tra Venezia e Padova, quando si pensò di unire a tale usanza l'Aperol o il Select. Diviene popolare prima a Venezia e a Padova e, a partire dagli anni settanta, in tutto il Veneto, e nel 2011, con la denominazione di "spritz veneziano", viene ufficializzato dall'IBA. 

La sua notorietà a livello nazionale è avvenuta tramite la pubblicità dell'Aperol favorendone la diffusione anche in Lombardia, Emilia-Romagna, e città più a sud ed estere.

Ingredienti:

La ricetta veneziana prevede:

1.   1/3 di vino bianco frizzante;

2.  1/3 di bitter;

3.  1/3 di acqua frizzante.

La ricetta ufficiale IBA prevede: 

1.   6 cl di prosecco;

2.  4 cl di Aperol;

3.  q.b. di soda/seltz.

Preparazione:

Lo spritz si prepara con un vino bianco frizzante (solitamente prosecco), un bitter come Aperol, Campari o Select e una spruzzata di acqua frizzante o seltz. Altri liquori usati possono essere il Cynar o il China Martini. 

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